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7 schede · verificate il 28 ottobre 2026
Cloud storage
Nel cloud storage la cifra dello spazio è l’unica colonna che tutti confrontano, e fra i numeri di questa categoria è quella che ci dice meno. Le sette schede che seguono mostrano che il giudizio, in genere, lo decidono tre righe diverse, e nessuna delle tre sta in evidenza sulla pagina dei piani. La prima è se quello spazio sia soltanto del deposito: i quindici gigabyte di Google Drive sono la somma di tre servizi, perché li spartiscono con Gmail e con Google Foto, e si svuotano dunque anche quando non ci mettiamo dentro niente di nostro. La seconda è se la dotazione sia fissa oppure da guadagnare, dato che i due gigabyte di pCloud diventano dieci soltanto completando una procedura e portando iscritti, e una promozione, certo, non è un piano. La terza è la quota di traffico, il numero che in questa categoria quasi nessuno pubblica: Koofr lo scrive per esteso insieme a tutto il resto, mentre Icedrive dà dieci gigabyte all’iscrizione e poi, alla voce del gratuito, tre righe senza una cifra. Teniamo presente infine la crittografia lato client, cioè la cifratura dei file sul dispositivo prima dell’invio, che qui è quasi sempre una voce del listino: Sync.com è l’eccezione che la comprende nel piano gratuito, e la paga con uno spazio fra i più piccoli.
I 7 servizi
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