Verificato il 28 ottobre 2026 · a quota
Koofr: dieci gigabyte, e i limiti sono scritti tutti

Nel cloud storage il servizio più utile non è sempre quello che dà di più, e Koofr ce lo dimostra meglio di chiunque: dieci gigabyte, la metà di MEGA, gli stessi di Icedrive, il doppio di OneDrive e di Sync.com. Quello che lo distingue non sta nella cifra dello spazio ma nella pagina dei prezzi, dove il fornitore sloveno scrive per esteso tutto ciò che il piano gratuito non fa, traffico compreso. In una categoria dove abbiamo passato giornate a cercare limiti che nessuno pubblica, questa è decisamente una rarità, e ne parliamo volentieri. Chi cerca un deposito europeo, piccolo e senza sorprese, in genere è arrivato dove doveva.
Che cosa dà il piano gratuito
Sulla pagina dei prezzi di Koofr, letta il 28 ottobre 2026, troviamo dieci gigabyte dichiarati gratuiti per sempre, e accanto a quella cifra ne leggiamo altre cinque che altrove, in genere, non ci vengono dette. Il traffico pubblico, cioè quello generato da chi scarica i file condivisi, ha un tetto di cinquanta gigabyte al giorno, mentre la dimensione dei singoli file non incontra alcun limite dichiarato, cosa che fra i sette servizi di questa categoria capita raramente. Il cestino conserva i file cancellati per sette giorni contro i trenta dei piani a pagamento, e la cassaforte, che è lo spazio cifrato del servizio, nel piano gratuito è una sola. Sulla condivisione le cifre sono tre e sono tutte dieci: fino a dieci altri utenti di Koofr per le cartelle private, al massimo dieci collegamenti pubblici, che durano quattordici giorni, e altrettanti collegamenti per farsi mandare file da chi non ha un account. Dell’azienda, infine, sappiamo dove sta, e per noi non è un particolare da poco: Koofr d.o.o. dichiara nella propria presentazione di avere sede in Slovenia, e dunque di operare dentro l’Unione europea.
Dove finisce
Il merito di Koofr è di scrivere i propri limiti, e tuttavia, come vediamo subito, scriverli non li rende larghi. Il più stretto riguarda la pubblicazione: con dieci collegamenti pubblici che scadono dopo quattordici giorni questo non è un posto dove tenere qualcosa a disposizione di tutti in modo durevole, e chi lo usasse così si troverebbe a rifare i collegamenti ogni due settimane. Il cestino di sette giorni è peraltro l’altro punto dolente, perché una cancellazione sbagliata ce ne concede uno solo per accorgercene, mentre a pagamento il margine triplica. Manca poi dal piano gratuito la funzione per cui Koofr è conosciuto, cioè il collegamento degli altri servizi di spazio dentro un’unica interfaccia: i piani a pagamento ne contano da nove a trenta, il gratuito nessuno. Restano fuori anche gli strumenti da scrivania, da Office sul browser alla gestione dei PDF fino al confronto dei file doppi, e il tetto di dieci utenti sulla condivisione privata basta per una famiglia ma non per un gruppo di lavoro di qualche dimensione. I cinquanta gigabyte al giorno di traffico pubblico, per contrasto, ci sembrano generosi: pCloud ne dà cinquanta al mese, Sync.com cinque, e Icedrive non lo dice.
Per chi va bene
Koofr ci sembra la scelta giusta per chi vuole un deposito europeo di dimensioni modeste e nessuna sorpresa: dieci gigabyte, limiti leggibili prima di iscriversi e una società che dichiara la propria sede. Per chi scambia file pesanti con poche persone, peraltro, il tetto giornaliero di traffico è il più comodo dei sette. Chi ha bisogno della cifratura sul dispositivo su tutto l’archivio e non soltanto in una cassaforte guarderà Sync.com, che la comprende nel piano gratuito. Chi conta soltanto i gigabyte troverà in MEGA il doppio dello spazio, e tuttavia non lo indichiamo come alternativa senza che quella scheda sia stata letta, perché la differenza fra i due servizi non sta nei gigabyte.
Le altre sei schede della categoria del cloud storage sono misurate con lo stesso metro, e messe in fila dicono insomma una cosa sola, che la cifra dello spazio è il dato meno interessante di tutti. Da qui ci conviene passare a Icedrive, che parte dagli stessi dieci gigabyte senza però dichiarare la banda, e a MEGA, che di spazio ne dà il doppio chiedendo in cambio una fiducia che è difficile concedere.

