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Verificato il 28 ottobre 2026 · a quota

MEGA: venti gigabyte, e le falle dimostrate dall’ETH di Zurigo

La pagina pubblica di MEGA su mega.io, come si presentava il 28 ottobre 2026.

Nella categoria del cloud storage MEGA tiene da anni il primo posto per la cifra che conta nei confronti: venti gigabyte senza pagare, il doppio di Icedrive e di Koofr e quattro volte quanto dà OneDrive. Il fornitore neozelandese, poi, non ha mai venduto soltanto spazio, perché costruisce da sempre il proprio argomento sulla crittografia, e quindi sulla promessa che nemmeno lui possa leggere quello che carichiamo. Sono due affermazioni grosse e ci conviene, ovviamente, prenderle una per volta, perché la prima regge e la seconda ha una storia che quasi nessuno racconta. Chi arriva qui per i venti gigabyte li trova, e la cifra è quella giusta; chi invece è arrivato per la riservatezza farà bene a leggere fino in fondo, perché su quel fronte la vicenda è meno lineare di come viene raccontata.

Che cosa dà il piano gratuito

La descrizione ufficiale del prodotto, firmata da MEGA e letta il 28 ottobre 2026, dichiara venti gigabyte di spazio cifrato per chi si registra senza pagare, e la cifra è quella che troviamo ripetuta su tutti i canali del fornitore. Sul traffico, invece, non leggiamo niente: la quota di trasferimento del piano gratuito, cioè quanti dati si possono scaricare e far scaricare, non compare da nessuna parte nella presentazione del servizio, e in genere è la cifra che la gente scopre nel momento meno comodo. Che la misura esista lo sappiamo appunto per contrasto, perché il primo piano a pagamento viene descritto con precisione contabile: tre terabyte di spazio e tre terabyte di trasferimento, a 12,49 dollari al mese. MEGA quantifica dunque il traffico per chi paga, e per chi non paga lo lascia indeterminato. È l’unico numero, fra le sette schede di questa categoria, che non ci è riuscito di leggere alla fonte.

Dove finisce

La promessa della crittografia è il punto su cui MEGA va giudicata, e nel 2022 tre ricercatori dell’ETH di Zurigo, Matilda Backendal, Miro Haller e Kenneth Paterson, pubblicarono uno studio intitolato MEGA: Malleable Encryption Goes Awry, presentato l’anno dopo al convegno IEEE dedicato alla sicurezza. Lo studio descrive cinque attacchi distinti, quattro dei quali gli autori giudicano praticabili, e per tutti e cinque scrissero un programma dimostrativo: nell’insieme compromettono la riservatezza dei file degli utenti e colpiscono anche la loro integrità, perché permettono di inserire file che superano i controlli di autenticità svolti dal programma dell’utente. Un dettaglio va detto con precisione, perché misura la gravità di tutto il resto: gli attacchi sono studiati nell’ipotesi che sia il servizio stesso ad agire in modo ostile, cioè MEGA o chi ne avesse preso il controllo, e non un estraneo qualunque. Lo studio, del resto, fotografa il sistema come era nel 2022 e non pretende di descrivere ogni versione successiva del servizio. Ne ricaviamo comunque una conseguenza che resta: su MEGA ci tocca fidarci del fornitore come su qualunque altro servizio, ed è il contrario di quello che la crittografia lato client, cioè la cifratura dei file sul dispositivo, dovrebbe garantire.

Per chi va bene

MEGA ci sembra adatto a chi ha bisogno di spazio e di un modo semplice per far scaricare file pesanti ad altre persone, tenendoci dentro materiale che non sarebbe un disastro vedere altrove: video, raccolte di immagini, archivi di lavoro già chiusi. In quell’uso i venti gigabyte sono i migliori della categoria, nessuno li batte senza pagare e la quota di traffico indeterminata diventa magari un fastidio, non un problema. Chi invece ha scelto MEGA proprio per la crittografia farebbe decisamente meglio a guardare Sync.com, dove la cifratura sul dispositivo è compresa nel piano gratuito e dove, appunto, non risulta nulla di simile. A chi ha bisogno di sapere in anticipo quanto traffico avrà indichiamo invece Koofr, che la propria quota la scrive.

Nella categoria del cloud storage le altre sei schede rispondono alla stessa domanda, e il confronto con questa è istruttivo perché qui lo spazio è il massimo e le garanzie il minimo. Da qui conviene passare a Sync.com, che fa la scelta opposta su entrambi i fronti, e a Koofr, che su spazio e trasparenza tiene per noi l’equilibrio migliore fra i sette.

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