Verificato il 28 ottobre 2026
Chi possiede cosa
Nelle tabelle di confronto dei siti italiani del settore quattro antivirus gratuiti stanno quasi sempre in fila, uno accanto all’altro, come quattro alternative fra cui scegliere. Non lo sono, e a noi basta leggere il piede di quattro pagine per accorgercene. Di chi sia un servizio non è un pettegolezzo societario: è il dato che decide la licenza, il contenuto del piano gratuito e il giorno in cui l’una e l’altro cambiano. Lo mettiamo in una pagina a parte perché ci torna in troppe schede per stare in una sola, e perché è la verifica che costa meno fatica di tutte. Qui raccogliamo quello che abbiamo letto il 28 ottobre 2026 sulle pagine dei fornitori, e poi diciamo perché la cosa ci riguarda.
Gen Digital: Avast, AVG, Avira e Norton
I quattro nomi che in Italia si citano come alternative appartengono a una società sola, e i rispettivi siti ce lo scrivono nel piede, senza bisogno di andare a cercare un bilancio. Sulla pagina italiana di Avast Free Antivirus leggiamo «© 2026 Gen Digital Inc.»; su quella di AVG, «Copyright © 2026 Gen Digital Inc.»; su quella di Norton, la stessa formula; su quella di Avira, «© 2026 Avira Operations GmbH, parte di Gen Digital Inc.». La società, dal canto suo, sulle proprie pagine si presenta come il gruppo dei marchi Norton, Avast, LifeLock e MoneyLion e dichiara quasi cinquecento milioni di utenti in più di centocinquanta paesi. La conseguenza pratica, dunque, la ricaviamo da sola: la sanzione che la Federal Trade Commission ha inflitto ad Avast il 22 febbraio 2024, per i dati di navigazione rivenduti tramite Jumpshot, riguarda il gruppo che pubblica anche AVG e Avira. Passare da Avast ad AVG, insomma, non è cambiare fornitore: è cambiare icona.
Le immagini: Getty, Canva e un nome che è cambiato
Nella categoria delle immagini libere la proprietà pesa ancora di più, perché lì il prodotto è una licenza e le licenze le scrive il titolare. Unsplash è di Getty Images dal 30 marzo 2021, per annuncio sul blog del servizio, e ne resta un marchio e una divisione autonoma; il paradosso lo registriamo senza commentarlo troppo, dato che Getty vive vendendo quello che Unsplash regala. Non è nemmeno la prima volta che quel gruppo compra un archivio gratuito, e il precedente ci riguarda da vicino, perché lo conosciamo bene: Stock.xchng, per anni il riferimento italiano del settore, entrò nel perimetro di Getty nel 2009, e oggi di quell’indirizzo resta un reindirizzamento verso il negozio di iStock. Pexels e Pixabay, invece, sono di Canva dal maggio 2019: la notizia porta la data del 17 maggio, nomina entrambi gli archivi e riferisce l’impegno del fondatore a tenere le fotografie gratuite, mentre le condizioni generali di Pixabay descrivono il servizio come un marchio di Canva Germany GmbH. Freepik, infine, oggi si chiama Magnific, lo dichiara in cima alla propria pagina e lo conferma fra le domande frequenti, e tuttavia nel piede continuiamo a leggere Freepik Company S.L.U. Attenzione però a non fare il passo più lungo della gamba, perché qui sta l’errore che vediamo commettere più spesso: stesso padrone non significa stessa licenza. Pixabay vieta l’uso commerciale dei contenuti in cui si riconosce un marchio; Pexels, che è dello stesso gruppo, non lo vieta affatto.
Perché conta: quattro alternative che sono una
Presentare quattro marchi dello stesso gruppo come quattro alternative indipendenti è scorretto, e ci interessa dire in che senso lo sia, perché non è una questione di galateo. Il primo motivo è che il confronto diventa finto: le differenze che quelle tabelle misurano sono differenze di prodotto, non di fornitore, e chi legge crede di scegliere fra quattro politiche aziendali mentre sta scegliendo fra quattro configurazioni della stessa. Il secondo, del resto, è che il rischio si concentra: una sanzione, una violazione di dati, un cambio di condizioni d’uso o una decisione di bilancio arrivano in genere su tutti e quattro insieme, e il lettore che si era prudentemente tenuto una seconda opzione scopre di non averla. Il terzo riguarda la riservatezza, e in questa materia non è un dettaglio: diffidare di un marchio e affidarsi al suo gemello non ci protegge da nulla, dato che i dati finiscono esattamente dove finivano prima. Per questo nelle schede di questo sito l’alternativa che indichiamo è quasi sempre di un altro proprietario, anche quando il prodotto sarebbe simile.
Il passaggio di proprietà cambia le condizioni
C’è poi l’uso più pratico di questa pagina, ed è il motivo per cui ne teniamo nota: il cambio di padrone è il momento in cui una licenza o un piano gratuito cambiano. Un archivio che passa a un gruppo che vive di licenze a pagamento ha una tensione interna che prima non aveva, e per noi è il segnale che conta, perché quella tensione prima o poi si scarica sulle condizioni d’uso. Un servizio comprato da chi ne possiede già uno concorrente, peraltro, di solito non viene migliorato: viene chiuso, e Atlas VPN ce lo mostra nel modo più nudo, dato che ha concluso le proprie attività il 24 aprile 2024 dentro un gruppo che aveva già NordVPN, con gli abbonati paganti trasferiti e gli utenti gratuiti nemmeno menzionati nel comunicato. Dove guardiamo, dunque, prima di affidarci a qualcosa: nel piede del sito, dove sta la società titolare dei marchi; nel nome della persona giuridica che firma le condizioni d’uso, che quasi mai è quello del prodotto; e nel titolare del trattamento indicato dall’informativa privacy. Sono tre righe e ci costano un minuto, e appunto in quel minuto scopriamo se stiamo guardando quattro cose o una.
Questa verifica, certo, non sostituisce la lettura dei limiti, che resta il mestiere delle schede: ci dice soltanto quante decisioni indipendenti abbiamo davvero davanti. Nella categoria delle immagini libere, dove la licenza è il prodotto, torna comunque utile ogni volta, e lì la differenza fra Pexels e Pixabay vale più di qualunque ragionamento sulla proprietà comune. Negli antivirus, invece, ci serve a capire che una categoria apparentemente ricca di scelte ne offre in realtà molte meno, e che il confronto onesto si fa fra gruppi e non fra icone.