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Verificato il 28 ottobre 2026 · a quota

Umami Cloud: centomila eventi e un sito solo, senza cookie

La pagina pubblica di Umami Cloud su umami.is, come si presentava il 28 ottobre 2026.

Chi smonta Google Analytics dal proprio sito lo fa quasi sempre per due ragioni insieme: l’avviso del consenso che quello strumento obbliga a mettere, e il trasferimento dei dati fuori dall’Unione. Umami è la risposta che in questa categoria ci troviamo davanti più spesso, ed è un programma a sorgente aperta che misura le visite senza depositare cookie e senza raccogliere dati personali. Di Umami, però, esistono due cose diverse, e confonderle ci costa: il programma da installare sul proprio server, che è gratuito e senza limiti, e Umami Cloud, il servizio ospitato dagli autori, che ha un piano gratuito con due numeri molto precisi. Qui guardiamo il secondo, dunque, e teniamo il primo come termine di confronto.

Che cosa dà il piano gratuito

La pagina dei prezzi di Umami, letta il 28 ottobre 2026, chiama Hobby il piano gratuito e gli assegna fino a centomila eventi al mese, un sito solo e sei mesi di conservazione dei dati. Gli eventi oltre la soglia non vengono fatturati, il che ci dice che il tetto è un tetto e non una tariffa a consumo. Il piano non prevede membri della squadra, l’assistenza è quella della comunità, e non comprende né l’interfaccia di programmazione né il collegamento per gli strumenti automatici. Il gradino successivo, Pro, costa venti dollari al mese e porta gli eventi a un milione, i siti a venti, i membri a dieci e la conservazione a due anni, aggiungendo l’interfaccia di programmazione e l’assistenza per posta; oltre il milione si pagano tre centomillesimi di dollaro per evento. Sulla sostanza il fornitore è netto, e sono le righe per cui lo cerchiamo: dichiara che Umami funziona senza cookie e non raccoglie mai dati personali, e scrive di sostenere dal primo giorno gli obblighi di chi lo usa in materia di GDPR.

Dove finisce

I centomila eventi al mese ci dicono poco finché non sappiamo che un evento non è una visita: ogni pagina vista ne vale uno, e ogni azione tracciata un altro. Un sito con trentamila visite al mese che ne legge tre pagine a testa è quindi già fuori, e il conteggio lo scopriamo spesso proprio nel mese in cui un articolo funziona, mentre il sito unico è l’altro vincolo e taglia fuori chiunque ne curi più di uno. C’è poi una cosa che chi arriva qui per ragioni di GDPR farebbe bene a leggere: l’elenco dei subfornitori di Umami, aggiornato al 24 aprile 2026, è in larghissima parte statunitense, da Amazon Web Services a Vercel, da Upstash a Cloudflare, con ClickHouse indicato fra Stati Uniti ed Europa e il solo Hetzner nell’Unione, e la pagina non dice quale di questi ospiti i dati di Umami Cloud. Chi dunque ha lasciato Google Analytics per non mandare dati oltre Atlantico, con la versione ospitata non ha risolto il problema: lo risolve l’installazione in proprio, che è appunto l’altra faccia dello stesso progetto e non ha né tetti di eventi né limiti di siti.

Per chi va bene

Umami Cloud ci sembra giusto per un sito solo, di traffico contenuto, quando vogliamo i numeri essenziali senza avvisi e senza pratiche: provenienze, pagine, paesi, apparecchi, e nulla che identifichi nessuno. Chi ne cura più di uno, o supera i centomila eventi, ha davanti due strade e la seconda costa certo meno, perché può pagare il piano Pro oppure installare Umami su un server proprio, dove quel limite non esiste. Chi invece vuole vedere che cosa fanno davvero i visitatori, e non quanti sono, sta cercando Microsoft Clarity, a patto di accettarne tutte le conseguenze sull’informativa. Una strada che consigliamo di non confondere con questa, peraltro, è Matomo Cloud: non ha un piano gratuito ma una prova, mentre il gratuito di Matomo è la versione da installare, che il fornitore dichiara libera per sempre e senza limiti di utenti e di visite.

Nella categoria degli strumenti per webmaster questa è la scheda del contrappunto, perché misura la stessa cosa che misurano i servizi dei grandi tenendo però il meno possibile. Accanto conviene leggere Microsoft Clarity, che sta all’estremo opposto e lo dichiara, e Cloudflare Pages, dato che su un sito pubblicato in quel modo il contatore ce lo mettiamo da noi.

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