Verificato il 28 ottobre 2026 · illimitato
Google Search Console: gratuito senza limiti, tranne che sui dati che restituisce

Negli strumenti per webmaster il gratuito funziona in modo diverso da come lo vediamo nel resto di questo sito: quattro servizi su sei non sono un assaggio a scadenza, ma restano gratuiti perché il fornitore guadagna altrove, e Google Search Console è il caso più netto. Nessuna quota, nessun tetto di siti, nessuna versione a pagamento che ne tolga un pezzo. Chi dimostra di possedere un dominio ottiene i dati con cui Google descrive il proprio motore di ricerca, e li ottiene senza scadenza. Il contraccambio, dunque, non sta in un listino: sta nel fatto che quei dati li confeziona Google, e li confeziona come vuole. Il limite di questo strumento non è quanto costa, ma quanto ci dice.
Che cosa dà il piano gratuito
La pagina di presentazione di Search Console, letta il 28 ottobre 2026, non espone né un prezzo né un piano, perché non ce ne sono: lo strumento è uno solo ed è lo stesso per tutti. Dentro troviamo il rapporto sulle prestazioni, che è la parte per cui lo aprono quasi tutti: clic, impressioni, percentuale di clic e posizione media, incrociabili per ricerca, per pagina, per paese, per apparecchio e per aspetto nel risultato. Accanto stanno il controllo dell’indicizzazione pagina per pagina, l’ispezione di un singolo indirizzo con il responso su che cosa Google ne ha capito, i rapporti sull’esperienza d’uso costruiti sui dati reali, la gestione delle mappe del sito e la rimozione temporanea di un indirizzo. Non esiste un tetto al numero di proprietà che una stessa persona verifica, e la verifica la facciamo in più modi, dal record DNS al file caricato sul server. Nemmeno sul traffico c’è una soglia: un dominio con dieci visite al mese e uno con dieci milioni ricevono lo stesso strumento. I dati, peraltro, arrivano anche in interrogazione automatica, attraverso l’interfaccia di programmazione della Search Analytics.
Dove finisce
Il limite di Search Console, insomma, non è una quota ma una reticenza, e sta scritta nella documentazione del fornitore. Una parte delle ricerche che portano visite al nostro sito non compare mai nelle tabelle: sono le ricerche anonimizzate, e il blog di Google Search Central le definisce come quelle che non vengono fatte da più di qualche decina di utenti nell’arco di due o tre mesi. Restano contate nei totali del grafico, però spariscono appena si applica un filtro, e il risultato ce lo troviamo davanti ogni volta che sommiamo le righe e non arriviamo al totale. Il secondo tetto è più prosaico: dall’interfaccia si esportano al massimo mille righe di dati, e per andare oltre ci serve l’interfaccia di programmazione, che ne restituisce fino a cinquantamila al giorno per sito e per tipo di ricerca. La documentazione di quell’interfaccia, del resto, avverte che non garantisce tutte le righe ma le principali. Teniamo presente infine che i dati più recenti il pannello li dà per preliminari e li disegna tratteggiati: certo si leggono, e tuttavia possono ancora cambiare.
Per chi va bene
Search Console ci sembra lo strumento da mettere per primo su qualunque sito, prima di ogni altro di questa categoria, e non perché sia completo: perché è l’unica fonte che dice come il sito appare dentro Google, e quella non la ricava nessun altro programma. Chi tiene un blog, una vetrina o un sito di servizio trova qui tutto il necessario, e spesso non ha bisogno d’altro. Chi invece vuole il quadro dei collegamenti in entrata deve affiancargli qualcosa, e in questa categoria guardiamo ad Ahrefs Webmaster Tools, che di collegamenti ne mostra mille per volta. Chi cerca il perché di una pagina lenta, infine, qui non lo trova: lo troviamo in PageSpeed Insights, che su quel fronte misura davvero. Il nostro giudizio comunque riguarda l’uso gratuito, che per questo strumento è l’unico uso esistente.
Le sei schede della categoria degli strumenti per webmaster rispondono tutte alla stessa domanda, e lette di seguito mostrano una cosa che altrove non vediamo: qui il gratuito regge davvero. Accanto a questa conviene leggere PageSpeed Insights, che è l’altro strumento senza quote e con lo stesso difetto di raccontarci un pezzo solo, e Ahrefs Webmaster Tools, dove il tetto appunto esiste e si conta in crediti di scansione.


