Verificato il 28 ottobre 2026 · a quota
TurboScribe: tre file al giorno da mezz’ora, con l’esportazione intatta

In una categoria dove nessuno dichiara quanto si può usare il proprio piano gratuito, TurboScribe ci fa l’effetto di una boccata d’aria: i numeri stanno tutti scritti nella colonna, e ci mettiamo trenta secondi a leggerli. Non è un servizio di conversazione ma uno strumento che fa una cosa sola, cioè trasformare audio e video in testo, e proprio per questo il confronto è decisamente più facile da impostare che altrove. Qui, peraltro, il limite non riguarda quante volte possiamo chiedere qualcosa: riguarda quanto dura il materiale che carichiamo. Ed è un vincolo di forma, non di quantità, che decide se il servizio ci serve o no molto più di qualunque tetto giornaliero.
Che cosa dà il piano gratuito
Sulla pagina del fornitore, letta il 28 ottobre 2026, il piano gratuito si chiama appunto così e dichiara tre trascrizioni al giorno, ciascuna da un file lungo al massimo trenta minuti, con un solo caricamento per volta e una priorità più bassa in coda, che si traduce in un’attesa più lunga prima che il file venga lavorato. Le lingue riconosciute sono oltre novantotto, e questa, comunque, non è una voce del piano ma una caratteristica dello strumento, valida anche senza pagare. Sull’esportazione, che in questa categoria di servizi è il punto dove in genere si viene strozzati, troviamo una cosa che non ci aspettavamo: i formati di scarico sono elencati fra le funzioni del servizio e non fra quelle di un abbonamento, e nella colonna del gratuito non ne viene tolto nemmeno uno. Il fornitore nomina il testo semplice, il documento di Word, il PDF, il foglio tabellare e i sottotitoli nei due formati correnti. Sul piano a pagamento, che costa dieci dollari al mese, salgono i numeri e si aggiunge l’esportazione in blocco, insieme a file fino a dieci ore e cinquanta caricamenti per volta.
Dove finisce
Il limite vero di TurboScribe non sono le tre trascrizioni, ed è bene capirlo prima di iscriversi: sono i trenta minuti per file. Quella mezz’ora non è un totale che possiamo distribuire come ci conviene, ma un tetto che vale su ogni singolo caricamento, e il risultato è che un’udienza di due ore, una lezione da cinquanta minuti o una riunione registrata non entrano. Per farcele stare dobbiamo tagliare l’audio a monte con un altro programma, e ogni pezzo consuma una delle tre trascrizioni della giornata: una registrazione da un’ora e mezza, dunque, si porta via l’intera quota quotidiana, e i tagli vanno fatti bene perché una parola spezzata a metà fra due pezzi va ricostruita a mano. La coda a priorità bassa, poi, non ha un tempo dichiarato, e quindi non sappiamo quanto si aspetta nelle ore di maggiore traffico, che è tuttavia un fastidio e non un ostacolo. Resta infine l’esportazione in blocco, riservata al piano a pagamento, che però con tre file al giorno non ci manca davvero: è il limite meno fastidioso di tutti.
Per chi va bene
A noi TurboScribe sembra fatto per chi lavora su materiale corto e già tagliato: appunti vocali, interviste brevi, singoli interventi, spezzoni di riunione. In quell’uso tre file al giorno bastano, i formati ci sono tutti e non c’è nulla da installare, che per molti è l’argomento decisivo. Chi invece ha registrazioni lunghe e regolari farebbe decisamente meglio a guardare Whisper, che gira sul proprio computer, non conosce né tetti giornalieri né durate massime e non chiede di tagliare niente, al prezzo di un po’ di dimestichezza tecnica. Chi ha una sola registrazione lunga e nessuna voglia di installare programmi, invece, deve mettere sulla bilancia il tempo dei tagli contro i dieci dollari del mese.
Nella categoria dell’intelligenza artificiale di questo sito le altre cinque schede sono misurate con lo stesso metro, e del resto messe in fila si legge subito quanto sia raro un fornitore che pubblichi i propri numeri. Accanto a questa conviene leggere Whisper, che è il confronto diretto sulla trascrizione, e ChatGPT, che sul caricamento dei file tiene invece un limite che non dichiara.


