Verificato il 28 ottobre 2026 · a quota
Microsoft Copilot: i modelli recenti ci sono, ma fuori dalle ore di punta

Nessuno dei quattro grandi fornitori di intelligenza artificiale dice quanti messaggi al giorno conceda il proprio piano gratuito, e Microsoft Copilot non fa eccezione: è però l’unico dei quattro che almeno un numero lo scrive, e vale la pena partire da lì. Il numero riguarda le immagini: quindici al giorno, dichiarate sulla pagina con cui Microsoft mette a confronto i propri piani. Sul resto, e in particolare su quante domande si possono fare, non troviamo nessuna cifra nemmeno qui, come del resto non la troviamo altrove. Al posto della quantità, peraltro, la stessa pagina mette una condizione di un tipo che non incontriamo in nessuno degli altri tre: ai modelli più recenti il piano gratuito accede fuori dalle ore di punta. Non siamo davanti a un tetto, dunque, ma a un orario, e sugli orari il fornitore tace completamente.
Che cosa dà il piano gratuito
La pagina di Microsoft che confronta i piani di Copilot per i privati, letta il 28 ottobre 2026, assegna al piano gratuito l’accesso ai modelli più recenti durante le ore non di punta e quindici potenziamenti al giorno per generare immagini. Sono le sole due condizioni che ci troviamo davanti in quella colonna, e la seconda è appunto l’unica delle due che contenga un numero. Nelle altre colonne, quelle degli abbonamenti, leggiamo formule e non cifre: limiti d’uso «più alti» con un piano Personal o Family, limiti «più alti di tutti» con Premium, uso «ampio» delle immagini contro un uso «standard». Non sapendo da dove si parte, del resto, non possiamo valutare che cosa significhi salire. La pagina avverte poi per iscritto che funzioni e limiti d’uso possono cambiare e variare da un paese all’altro, e che i limiti dipendono anche dalla funzione, dal punto da cui si entra e dalle condizioni del sistema, mentre lo stesso documento ricorda che Copilot gira sul modello più recente di OpenAI e non su un modello costruito in casa.
Dove finisce
Il limite di Copilot, insomma, è un limite che non riusciamo a pianificare, e per un motivo diverso da quello degli altri. Qui la condizione è pubblicata, e però non è definita: Microsoft non dice da nessuna parte quali siano le ore di punta. Non troviamo una fascia oraria, non troviamo un fuso di riferimento e non sappiamo se il calcolo guardi la domanda nel nostro paese o nel mondo. Chi apre Copilot alle nove del mattino, quindi, non ha modo di sapere in anticipo su quale modello stia scrivendo, e lo scopre magari soltanto dalla qualità della risposta. Anche i quindici potenziamenti vanno letti con prudenza, perché la pagina non spiega che cosa consumi un potenziamento, se la singola immagine oppure la singola richiesta che ne produce più di una. Sulle immagini, peraltro, una cosa Microsoft la dichiara e vale registrarla: dentro ogni file finisce una credenziale di contenuto basata sullo standard C2PA, cioè un dato di provenienza nascosto nei metadati che chiunque può andare a leggere, mentre di filigrane visibili sulle pagine del fornitore non ci risulta si parli da nessuna parte. Teniamo presente, infine, l’avvertenza sul punto d’ingresso: lo stesso account gratuito può trovare limiti diversi a seconda che Copilot venga aperto nell’applicazione, nel sito o dentro Windows, e questa è una variabile che non controlliamo e che nessuna pagina quantifica.
Per chi va bene
A noi Copilot sembra la scelta più sensata della categoria per chi ha bisogno di immagini in quantità, perché quindici al giorno sono tante e soprattutto sono scritte, mentre Google Gemini sulle proprie lascia comunque una filigrana visibile che il fornitore dichiara apertamente di voler mantenere. Va bene anche a chi lavora dentro Windows e dentro i documenti di Office, dove l’integrazione è il vero argomento del servizio. Chi invece scrive molto e vuole il modello migliore a qualunque ora farebbe meglio a stare su ChatGPT, che il modello non lo lega all’orologio, mentre chi non vuole dipendere da un fornitore americano può guardare Mistral Vibe, l’ex Le Chat, tenendo presente che anche lì il numero delle richieste non è pubblicato. Il nostro giudizio, ovviamente, riguarda il solo piano gratuito e non quello che Copilot sa fare a pagamento dentro un abbonamento a Office.
Le altre cinque schede della categoria dell’intelligenza artificiale sono misurate con lo stesso metro, e messe in fila ci dicono quanto sia raro trovare una cifra dichiarata. Accanto a questa conviene leggere Google Gemini, che è il confronto diretto sulle immagini, e ChatGPT, che condivide con Copilot il modello di fondo e però lo tratta in modo opposto.


