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Verificato il 28 ottobre 2026 · con pubblicità

Spotify Free: il brano a richiesta è arrivato anche su mobile, a tempo

La pagina pubblica di Spotify Free su open.spotify.com, come si presentava il 28 ottobre 2026.

Nella musica e nello streaming ci sono due mestieri diversi sotto la stessa parola, e conviene separarli prima di guardare qualunque servizio: ascoltare musica gratis con la pubblicità è una cosa, riutilizzare musica gratis dentro un lavoro proprio è un’altra, e i servizi che fanno bene la prima, del resto, non fanno affatto la seconda. Spotify Free sta tutto nella prima, e per anni il suo piano gratuito su telefono ha avuto un difetto che nessuna ampiezza di catalogo riusciva a coprire: non si poteva scegliere il brano. Dal 15 settembre 2025 non è più così, e questa è la novità che ci interessa di più, perché sposta il giudizio su questa scheda più di qualunque altra cifra.

Che cosa dà il piano gratuito

La sala stampa del fornitore, nell’annuncio del 15 settembre 2025 che abbiamo letto il 28 ottobre 2026, descrive tre funzioni nuove per chi non paga e le chiama Pick & Play, Search & Play e Share & Play: la prima apre qualunque brano dall’applicazione, la seconda lo pesca dalla ricerca e lo manda in riproduzione subito, la terza fa partire il pezzo che un amico o un artista ha condiviso sui social. La frase con cui Spotify riassume la novità è semplice, e la riportiamo perché pesa: premendo play nell’applicazione si può scegliere e ascoltare qualunque brano. L’aggiornamento, dice la stessa pagina, è stato distribuito in tutto il mondo. Nel piano gratuito troviamo peraltro anche Discover Weekly e Release Radar, i testi che si aprono scorrendo verso l’alto nella schermata di riproduzione, la daylist e le copertine personalizzate delle raccolte, queste ultime in centoventotto mercati. Fuori restano il suono senza perdita, la AI Playlist e il Mix, che il fornitore tiene appunto per chi paga.

Dove finisce

Il limite di Spotify Free sta proprio in quel «premendo play», perché su telefono la libertà di scelta non è continua. Il fornitore assegna una quota giornaliera di ascolto a richiesta, e quando la quota finisce il piano gratuito torna a quello che era prima, cioè riproduzione casuale e un numero fisso di salti all’ora. Né la durata della quota né il numero dei salti sono pubblicati, e non li scriviamo perché sulle pagine del fornitore non li abbiamo trovati: ci si accorge della quota nel momento in cui la si è consumata, ed è il genere di cosa che conviene sapere prima. Teniamo presente che è questo, oggi, l’unico vero scalino fra il gratuito e l’abbonamento nell’uso di tutti i giorni, e che intorno a un numero che nessuno dichiara non si programma niente. Gli altri limiti sono quelli di sempre e li conosciamo tutti: la pubblicità fra i brani, nessun ascolto offline, nessun suono senza perdita. Il catalogo, tuttavia, è intero, e in genere è questo che sorprende chi arriva da un concorrente.

Per chi va bene

Spotify Free ci sembra la scelta più solida per chi ascolta a casa o in ufficio, con una connessione stabile e la pubblicità messa in conto: il catalogo è completo, la scelta del brano c’è, e a molti non serve nient’altro. Chi ascolta in metropolitana o in aereo deve mettere in conto che l’ascolto offline non esiste in nessuno dei quattro piani gratuiti di ascolto di questa categoria, e dunque non lo troverà cambiando servizio. A chi cerca invece una colonna sonora per un proprio video diciamo subito che qui non la trova: nessun brano di questo catalogo si può riutilizzare, a nessuna condizione, e la domanda a cui risponde quella ricerca è un’altra. Quella domanda la raccoglie Pixabay Music, che sta nella stessa categoria e fa un mestiere completamente diverso. Il nostro giudizio, ovviamente, riguarda il solo uso gratuito.

Le sei schede della categoria della musica e dello streaming rispondono tutte alla stessa domanda, e del resto si leggono meglio di seguito, perché quattro parlano di ascolto e due parlano d’altro. Accanto a questa conviene leggere YouTube Music, che mettiamo a confronto per il catalogo paragonabile e per un limite pratico assai più fastidioso, e Deezer Free, dove la scelta del brano su telefono non è ancora arrivata.

Nella stessa categoria

  • YouTube Music

    con pubblicità, niente ascolto offline

    con pubblicità

  • Deezer Free

    oltre 120 milioni di brani, niente scelta libera

    con pubblicità

  • SoundCloud

    2 ore di caricamento in tutto, catalogo indipendente

    con pubblicità