Verificato il 28 ottobre 2026 · con pubblicità
Deezer Free: oltre 120 milioni di brani, e sei salti all’ora

Deezer è il servizio di questa categoria che dichiara il catalogo più grande e la libertà più piccola, e le due cose stanno sulla stessa pagina del fornitore. Nella colonna del piano gratuito troviamo oltre centoventi milioni di brani, una cifra che nel confronto con i concorrenti non teme nulla, e subito accanto una casella vuota dove si legge che scegliere e ascoltare qualunque brano è cosa da abbonati. Letta così, quella casella vuota sembra un dettaglio contrattuale fra tanti. Nell’uso di tutti i giorni su telefono, invece, è appunto la differenza fra un servizio di musica e un’anteprima di trenta secondi.
Che cosa dà il piano gratuito
La pagina delle offerte di Deezer, letta il 28 ottobre 2026, dichiara nella colonna del gratuito «Più di 120 milioni di brani» insieme ai mix personalizzati e alle raccolte, e lascia invece vuote quattro caselle: senza pubblicità, scegli e ascolta qualsiasi brano, ascolto offline, suono ad alta fedeltà. La pagina di assistenza dedicata al piano gratuito è assai più generosa di dettagli, e la leggiamo perché quelle quattro caselle vuote non raccontano nemmeno la metà. Su telefono il piano gratuito dà Flow, cioè il flusso infinito costruito sulle preferenze d’ascolto, con sei stati d’animo e trentadue generi fra cui orientarlo; dà i consigli personalizzati della sezione «Made for you» e il riconoscimento dei brani con Songcatcher; dà infine i salti illimitati su alcune raccolte quotidiane e redazionali. Tutto il resto del catalogo si ascolta in ordine casuale, con un tetto di sei salti all’ora. I testi dei brani, peraltro, il fornitore li riserva a chi paga.
Dove finisce
«Niente scelta libera» significa una cosa precisa, e la pagina di assistenza la scrive senza giri di parole: su telefono, aprire un artista e toccare uno dei suoi brani fa partire un’anteprima di trenta secondi, e i pezzi più noti dello stesso artista partono in ordine casuale. Non è dunque una limitazione del numero di ascolti, ma del modo: il brano che ci serve adesso, se non sta in una delle raccolte abilitate, non lo sentiamo per intero. Sul lettore web, che il fornitore descrive a parte, le cose vanno diversamente e i singoli brani si scelgono, con limiti ai salti su certi contenuti: è un’asimmetria che teniamo presente volentieri, perché sposta il servizio dal telefono alla scrivania. Il resto lo conosciamo tutti: la pubblicità, che sulla pagina di assistenza diventa anzi la formula con cui il servizio stesso si definisce, e i messaggi che invitano ad abbonarsi. Sulla qualità del suono, infine, il fornitore non pubblica alcuna cifra per il piano gratuito: la pagina delle offerte segna soltanto l’assenza dell’alta fedeltà, e nessuna delle due pagine dice a quanti chilobit al secondo si ascolta senza pagare. Non la scriviamo perché non c’è, e un’assenza del genere vale quanto un numero. Se contiamo sui centoventi milioni di brani come se fossero tutti a portata di dito, insomma, stiamo contando su un catalogo che esiste ma che su telefono non si indirizza.
Per chi va bene
Deezer Free ci sembra una buona scelta per chi ascolta senza voler decidere: Flow funziona, i generi fra cui orientarlo sono molti, e un flusso costruito bene vale spesso più di una ricerca fatta male. Va bene anche per chi ascolta soprattutto dal browser di un computer, dove la scelta del brano c’è davvero. Chi invece vuole aprire un pezzo preciso sul telefono, e lo vuole adesso, farebbe oggi meglio a guardare Spotify Free, che da settembre 2025 lo consente dentro una quota giornaliera, oppure SoundCloud, dove il catalogo è un altro ma si naviga come ci pare. Il nostro giudizio riguarda certo il solo piano gratuito: a pagamento Deezer ha argomenti diversi, a partire dal suono ad alta fedeltà che qui manca.
Nella categoria della musica e dello streaming le sei schede le mettiamo in fila di proposito, perché la stessa parola «gratis» cambia significato a ogni riga. Da qui conviene passare a Spotify Free, che sul punto che ci interessa di più ha appena cambiato posizione, e a YouTube Music, dove il catalogo è ancora più largo e il limite si sposta altrove.


