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Verificato il 28 ottobre 2026 · a quota

Proton Mail: mezzo gigabyte all’iscrizione, e centocinquanta messaggi al giorno

La pagina pubblica di Proton Mail su proton.me, come si presentava il 28 ottobre 2026.

Fra le caselle gratuite Proton Mail occupa un posto particolare, perché non vende spazio ma riservatezza: la posta sta su server svizzeri e il fornitore dichiara di non poter leggere i messaggi, che restano cifrati anche per lui. È la ragione per cui ci si iscrive, e in genere è anche la ragione per cui non si legge la tabella dei limiti. Lo spazio qui è il più piccolo della categoria, l’indirizzo è uno solo, e sui messaggi inviati al giorno c’è un tetto che le caselle dei grandi fornitori non hanno. Guardiamo dunque le due cose che a nostro giudizio vengono fraintese più spesso: quanto spazio si ha davvero il primo giorno, e che cosa resta della crittografia quando si scrive a chi non usa Proton.

Che cosa dà il piano gratuito

La pagina di Proton che descrive i piani, letta il 28 ottobre 2026, dichiara per il gratuito fino a un gigabyte di spazio dedicato alla posta, e sulla stessa riga spiega come quel gigabyte si ottiene: si parte da cinquecento megabyte e si arriva al gigabyte completando le operazioni guidate che il fornitore propone all’inizio. Il numero che leggiamo sulle tabelle di confronto, dunque, è il traguardo e non il punto di partenza. Gli altri limiti sono dichiarati con precisione, e li mettiamo in fila: un indirizzo di posta, un tetto di centocinquanta messaggi inviati al giorno, tre cartelle e tre etichette per ordinare l’archivio, tre calendari personali. Accanto alla posta il piano comprende anche Proton Drive, con un meccanismo identico, perché si parte da due gigabyte e si arriva fino a cinque completando le stesse operazioni. Lo spazio della posta e quello del disco restano peraltro contati a parte, e questa è una differenza che ci torna utile più di quanto sembri, perché un archivio di file non spegne l’indirizzo.

Dove finisce

Il limite vero di Proton Mail non è il gigabyte, che chi sceglie questo servizio sa già di avere piccolo, ma il malinteso sulla crittografia. Fra due utenti Proton i messaggi sono cifrati da un capo all’altro senza che nessuno debba fare nulla, e questo il fornitore lo scrive chiaramente. Verso l’esterno la pagina dell’assistenza sulle email protette da parola d’accesso dice un’altra cosa: per avere la stessa tutela con chi non usa Proton bisogna attivare la cifratura esterna, scegliere una parola d’accesso e comunicarla al destinatario per un’altra via. Il messaggio non arriva allora nella sua casella, ma come avviso con un collegamento da aprire nel browser, scade per impostazione predefinita dopo ventotto giorni, ammette al massimo cinque risposte, e le nostre risposte non sono cifrate se non riattiviamo la cifratura ogni volta. La crittografia di Proton protegge quindi la posta fra utenti Proton, e fuori da quel recinto diventa una procedura manuale che dobbiamo ricordarci di fare. Mettiamo in conto comunque anche il seguito: Proton Mail Bridge, che è il solo modo di usare un programma di posta sul computer, il fornitore lo riserva espressamente ai piani a pagamento.

Per chi va bene

Proton Mail ci sembra adatto a chi vuole una casella che il fornitore non possa leggere e accetta di tenerla stretta: poca posta, un indirizzo, pochissimi allegati, e la consapevolezza che centocinquanta messaggi al giorno bastano a una persona e non a un’attività. Chi deve inviare molto, o tenere dieci anni di archivio, farebbe decisamente meglio a guardare altrove, e in questa categoria le alternative capienti che consigliamo sono Outlook.com e Gmail, a patto di leggere prima come contano lo spazio. A chi cerca lo stesso tipo di tutela presso un fornitore diverso indichiamo Tuta, che sul gratuito si ferma anch’esso a un gigabyte e si comporta in modo simile verso i destinatari esterni. Il nostro giudizio, certo, riguarda il gratuito: i piani a pagamento di Proton sono un’altra cosa, Bridge compreso.

Nella categoria delle caselle di posta di questo sito le altre cinque schede rispondono alla stessa domanda, e del resto è confrontandole che si capisce quanto costi la riservatezza in gigabyte. Accanto a questa conviene leggere Tuta, che è il termine di paragone più vicino, e Gmail, che è l’opposto esatto, con spazio comodo e nessuna cifratura che tenga fuori il fornitore. Noi le abbiamo misurate tutte allo stesso modo.

Nella stessa categoria

  • Gmail

    15 GB condivisi con Drive e Foto

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  • Outlook.com

    15 GB di posta, separati dai 5 GB di cloud

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  • Zoho Mail

    5 utenti, 5 GB ciascuno

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