Verificato il 28 ottobre 2026 · a quota
Gmail: quindici gigabyte che non sono soltanto della posta

Fra le caselle gratuite Gmail è quella che quasi nessuno sceglie: ci si finisce dentro, perché arriva con il telefono Android, con il primo accesso al portatile nuovo o con l’iscrizione a un servizio qualunque che chieda un account Google. Il risultato è che la cifra più citata della categoria, quindici gigabyte, in genere viene letta come se fosse lo spazio della posta, e non lo è. È lo spazio di tre servizi sommati, e conviene saperlo prima di appoggiare su quell’indirizzo i documenti, i contratti e le registrazioni di dieci anni. Guardiamo dunque com’è costruito quel numero, perché spiega da solo il giorno in cui la casella smette di funzionare.
Che cosa dà il piano gratuito
La pagina dell’assistenza di Google sullo spazio dell’account, che abbiamo letto il 28 ottobre 2026, dice che un account personale ha fino a quindici gigabyte e che quello spazio è condiviso fra Drive, Gmail e Foto, insieme alle copie di sicurezza di WhatsApp. Non ci sono quindi quindici gigabyte di posta: ne abbiamo quindici in tutto, e una cartella di fotografie caricata su Drive riduce lo spazio della casella esattamente come lo ridurrebbe un allegato pesante. Se guardiamo l’accesso da un programma di posta installato sul computer, la documentazione è altrettanto chiara: dal gennaio 2025 l’IMAP è sempre attivo e non va più acceso a mano. In cambio Google non accetta più che un programma esterno riceva nome utente e parola d’accesso, perché serve l’autenticazione tramite l’accesso con Google, e del resto il numero di programmi collegabili allo stesso account si ferma a quindici per volta. Fra le cose che il gratuito dà senza chiedere nulla c’è anche l’uscita: la pagina sullo scaricamento dei propri dati elenca la posta fra i prodotti esportabili e conserva le etichette in un’intestazione dedicata del file scaricato.
Dove finisce
Il limite vero di Gmail è il meccanismo dei quindici gigabyte condivisi, e la pagina dell’assistenza lo scrive senza giri di parole: quando lo spazio dell’account è esaurito non si inviano e non si ricevono più messaggi, e quelli che arrivano tornano al mittente. È il punto che rende una casella diversa da un editor di PDF, perché a bloccarsi non è una funzione accessoria ma l’indirizzo che abbiamo dato alla banca, al condominio e al datore di lavoro. Il guaio è come ci si arriva: non serve aver ricevuto un allegato enorme, bastano le fotografie del telefono che si caricano da sole su Foto, e lo spazio se ne va senza che la posta abbia colpa alcuna. Chi vuole tenere l’indirizzo e togliere la zavorra deve dunque fare pulizia in tre servizi diversi, e non in uno. Sul trasloco, peraltro, Google si comporta meglio di altri, perché la posta si porta via per intero; l’indirizzo tuttavia no, e quello resta legato al fornitore e va comunicato uno per uno a chiunque ci scriva.
Per chi va bene
A noi Gmail sembra la scelta ragionevole per chi vive già dentro i servizi di Google e tiene la posta leggera: filtri che funzionano, ricerca che trova, e una casella che in genere nessuno deve amministrare. Chi invece usa Foto come archivio e Drive come disco esterno farebbe decisamente meglio a tenere la posta altrove, perché qui ogni fotografia pesa sulla casella. Per quell’uso indichiamo Outlook.com, che i due spazi li tiene separati, a patto di leggere prima quello che scriviamo sul suo meccanismo. A chi cerca invece una casella che il fornitore non possa leggere consigliamo Proton Mail, con la sua misura di spazio molto più piccola. Il nostro giudizio, certo, riguarda il solo piano gratuito: con un abbonamento allo spazio di Google il problema si sposta altrove, e non è più questo.
Nella categoria delle caselle di posta di questo sito le altre cinque schede si reggono sulla stessa domanda, e messe in fila dicono più di qualunque classifica. Accanto a questa conviene leggere Outlook.com, che è l’esempio opposto e insieme peggiore dello stesso difetto, e Libero Mail, dove il numero dei gigabyte non lo pubblica nessuno. Su tutte ci siamo chiesti dove si ferma il piano gratuito.


