Verificato il 28 ottobre 2026 · a quota
Outlook.com: la posta si blocca quando si riempie il cloud

Nella categoria delle caselle gratuite Outlook.com parte con il numero migliore, e per una volta il numero non è il trucco: quindici gigabyte di posta, che il fornitore dichiara separati dallo spazio del cloud. Dopo Gmail, dove quindici gigabyte sono la somma di tre servizi, sembra la risposta a tutti i problemi, e in parte lo è. Il meccanismo che ci interessa, però, sta appunto nella parola separati, perché due spazi distinti non sono due spazi indipendenti. Qui si nasconde il limite più insidioso delle sei schede di questa categoria, e non lo troviamo sulla pagina dei prezzi: lo troviamo nella pagina dell’assistenza che spiega che cosa succede quando una delle due quote finisce.
Che cosa dà il piano gratuito
La pagina di Microsoft sui limiti di spazio di Outlook.com, letta il 28 ottobre 2026, dichiara quindici gigabyte di posta e scrive che sono separati dallo spazio cloud dell’account Microsoft. Il cloud gratuito è di cinque gigabyte, e questi cinque sono a loro volta condivisi fra i file di OneDrive, gli allegati di Outlook.com e i documenti delle applicazioni di Microsoft 365. Sommati fanno venti gigabyte, la cifra più alta fra le sei caselle che mettiamo a confronto, e la divisione fra posta e file in genere torna utile, perché un archivio di fotografie non ci mangia l’indirizzo. Sull’uso da un programma di posta installato sul computer la stessa documentazione dice che IMAP e POP ci sono, e tuttavia non sono accesi all’inizio: vanno attivati dalle impostazioni, nella sezione dell’inoltro e dell’IMAP, e pretendono l’autenticazione moderna con OAuth2 e non la semplice parola d’accesso. I parametri pubblicati sono quelli dei server Exchange, con la porta 993 per l’IMAP e la 995 per il POP.
Dove finisce
Il limite di Outlook.com è scritto nella stessa pagina, e va letto due volte perché la prima sembra un errore di stampa. Se si supera la quota della posta, Microsoft dichiara che non si inviano né si ricevono messaggi e che quelli in arrivo tornano al mittente, ed è il comportamento che ci aspettiamo da qualunque fornitore. Se però si supera la quota del cloud, cioè quei cinque gigabyte che con la posta non hanno nulla a che fare, la pagina afferma che non si inviano né si ricevono messaggi anche senza aver superato la quota della posta. Vale la pena che lo diciamo per esteso: una cartella di video caricata su OneDrive, o una serie di documenti lasciati nelle applicazioni di Microsoft 365, spegne la casella pur restando la casella quasi vuota. I due spazi sono dunque separati nel conteggio e legati nella sanzione, e del resto la stessa pagina completa il quadro, perché i file di OneDrive diventano di sola lettura, la sincronizzazione si ferma, gli allegati su Teams vengono rifiutati, e dopo sei mesi di quota superata il contenuto del cloud può essere cancellato.
Per chi va bene
Outlook.com ci sembra la casella giusta per chi tiene molta posta e pochi file: quindici gigabyte di soli messaggi sono tanti, e con l’IMAP acceso il servizio si comporta come una casella seria, adatta a un indirizzo che deve durare. Chi invece usa OneDrive come disco di lavoro farebbe decisamente meglio a non appoggiarci anche l’indirizzo principale, perché i cinque gigabyte del cloud finiscono presto e si portano dietro la posta. In quel caso guardiamo Gmail, che almeno conta tutto in un’unica quota e non sorprende nessuno, oppure Proton Mail, che la posta la tiene su un piano a sé. A chi ha un dominio e più persone da servire conviene comunque Zoho Mail, che di caselle gratuite ne dà cinque. Il nostro giudizio riguarda il solo gratuito: con un abbonamento a Microsoft 365 il cloud cresce e il meccanismo non morde più.
Le sei schede della categoria delle caselle di posta sono costruite sulla stessa domanda, e leggerle di seguito serve appunto a vedere dove ciascun fornitore ha messo la trappola. Da qui conviene passare a Gmail, che unisce gli spazi invece di separarli e arriva allo stesso blocco per un’altra strada, e a Libero Mail, dove lo spazio della casella non è nemmeno pubblicato. Noi li abbiamo misurati con lo stesso metro.


