Verificato il 28 ottobre 2026 · con pubblicità
Libero Mail: lo spazio della casella non lo pubblica nessuno

Fra le sei caselle di questa categoria Libero Mail è l’unica italiana, e per molti lettori non è una casella da scegliere ma quella che hanno già da quindici anni, con l’indirizzo finito su bollette, pratiche e registrazioni. Proprio per questo la domanda che ci interessa non è se convenga aprirla, ma che cosa si sappia davvero di quello che offre. E qui troviamo la cosa più strana delle sei schede, perché il fornitore non pubblica quanto spazio abbia la casella gratuita. Non lo nasconde in una nota a fondo pagina: semplicemente non c’è, né sul sito della posta né fra le pagine di aiuto né su quelle dei prodotti a pagamento. Guardiamo dunque quello che è dichiarato, che non è poco, e quello che manca.
Che cosa dà il piano gratuito
Quello che Libero dichiara, al 28 ottobre 2026, riguarda tutto il resto: la pagina di Libero Drive assegna due gigabyte di spazio cloud a ogni account di posta, contati a parte dalla casella, con un piano da dieci gigabyte a nove euro e novantanove l’anno. Sull’accesso da un programma di posta installato sul computer, poi, la risposta è migliore di quella che ci aspettavamo: la pagina di aiuto pubblica i parametri IMAP, POP e SMTP per tutti i domini Libero, senza riservarli a un abbonamento e senza nominare alcun piano, e indica il server dell’IMAP sulla porta 993 con SSL, e l’IMAP, dunque, è compreso nel gratuito. Dalla pagina di Mail Plus ricaviamo per differenza il resto: Mail Plus Zero, a dodici euro e novantanove l’anno, porta la pubblicità a zero e aggiunge zero gigabyte, con una nota che spiega che mantiene lo spazio attuale della casella; Mail Plus 5 GB, a ventiquattro e novantanove, dichiara uno spazio totale di cinque gigabyte. Sul gratuito, appunto, la pubblicità c’è, e lo spazio sta sotto i cinque gigabyte.
Dove finisce
Il limite di Libero Mail non è la quantità, ed è questo che lo rende diverso dagli altri cinque. Sulla quantità sappiamo che sta sotto i cinque gigabyte, e in una categoria dove Outlook.com ne dichiara quindici di sola posta è una misura stretta, soprattutto quando l’indirizzo è quello che usiamo da anni per ogni cosa. Il limite vero, però, è che quel numero non è pubblicato da nessuna parte, e ne discendono tre conseguenze che pesano. Non possiamo sapere in anticipo quanto durerà la casella, non possiamo metterla a confronto con le altre di questa categoria, e non ci resta che controllare dall’interno quanto è già occupata. Un fornitore che non dichiara la quota, peraltro, può cambiarla senza che nessuno sia in grado di dire che è cambiata. Sulla pubblicità, invece, non c’è nulla da scoprire, perché la casella gratuita la mostra ed è il modo in cui il servizio si paga. Resta il fatto che l’indirizzo di posta è la cosa più difficile da spostare che possediamo, e che costruirci sopra dieci anni di corrispondenza senza sapere quanti gigabyte si hanno è, tuttavia, una scommessa.
Per chi va bene
Libero Mail ci sembra una casella che va bene a chi ce l’ha già e la usa per quello che è: posta leggera, in italiano, con un’assistenza che risponde nella nostra lingua e l’IMAP compreso, il che in questa categoria non è poco. Chi invece deve costruirci sopra un archivio farebbe decisamente meglio a guardare Outlook.com, che quindici gigabyte di posta li dichiara e li tiene separati dal cloud, oppure Gmail, a patto di aver capito come conta i suoi quindici. A chi tiene alla riservatezza più che allo spazio indichiamo Proton Mail o Tuta, dove il fornitore non legge i messaggi e non mostra pubblicità. Il nostro giudizio, comunque, riguarda il solo piano gratuito: gli abbonamenti di Libero lo spazio lo dichiarano con precisione.
Le altre cinque schede della categoria delle caselle di posta sono misurate con lo stesso metro, e del resto è il confronto che rende evidente quanto valga un numero dichiarato. Accanto a questa conviene leggere Outlook.com, dove i gigabyte sono quindici e scritti, e Gmail, dove sono quindici e condivisi con altri due servizi. Noi ce lo siamo chiesto per tutte: dove finisce, il gratuito.


