Verificato il 28 ottobre 2026 · illimitato
DaVinci Resolve: gratuito fino a Ultra HD, e l’uso commerciale è compreso

Nella categoria del video e della grafica il piano gratuito si paga quasi sempre in due monete: la filigrana impressa sull’esportazione e la licenza che non copre il lavoro fatto per un cliente. DaVinci Resolve è l’eccezione, e conviene dirlo in apertura, perché è il dato che per noi lo separa da tutte le altre schede di questa categoria. La versione gratuita non marchia niente, arriva a Ultra HD, e quello che ne esce si può fatturare. Non siamo davanti a un assaggio a scadenza né a un programma mutilato per spingere all’abbonamento: è lo stesso software di finitura che usano le produzioni, regalato da un’azienda che i soldi li fa vendendo telecamere e schede. Un limite, certo, esiste anche qui, e lo troviamo dove in genere nessuno lo cerca.
Che cosa dà il piano gratuito
La pagina del prodotto sul sito di Blackmagic Design, che abbiamo letto il 28 ottobre 2026, divide l’offerta in due versioni sole. La gratuita, chiamata semplicemente DaVinci Resolve, lavora con quasi tutti i formati video a 8 bit fino a 60 fotogrammi al secondo e con risoluzioni fino a Ultra HD, cioè 3840 per 2160. Studio aggiunge il video a 10 bit, i 120 fotogrammi al secondo, le risoluzioni oltre il 4K, il motore neurale e qualche decina di effetti in più, e si paga una volta sola. Quello che ci interessa qui, tuttavia, è l’elenco di ciò che la versione gratuita non si tiene indietro: montaggio multiutente, correzione colore in HDR, la pagina dell’audio e quella degli effetti composti. Di filigrana, in tutta la pagina, non si parla, e infatti nessuna esportazione la porta. Sull’uso commerciale il sito del prodotto non scrive nulla, e la risposta la troviamo sul forum ufficiale del fornitore, dove l’assistenza DaVinci dichiara che le versioni gratuite si possono usare per lavoro commerciale, senza altre condizioni.
Dove finisce
Il limite che ci riguarda, dunque, non sta in una pagina di prezzi: è la macchina su cui gira e il tempo che chiede. Il programma è nato per le stazioni di post-produzione e si comporta come tale, perché pretende una scheda grafica dedicata con memoria propria e molta memoria di sistema. Su un portatile da ufficio la linea del tempo diventa inservibile ben prima di incontrare qualunque limite di licenza. La curva di apprendimento è per noi l’altra metà del conto, e diciamolo chiaramente: le pagine distinte per montaggio, colore, effetti, audio e consegna sono una ricchezza per chi fa questo mestiere e un muro per chi deve tagliare due minuti di video. Consideriamo poi le funzioni che Studio si tiene, perché sono appunto quelle che si cercano al terzo mese: la riduzione del rumore, la maschera automatica sui soggetti in movimento, il montaggio guidato dalla trascrizione. Nessuna di queste blocca il lavoro, e tuttavia il tetto a 8 bit e 60 fotogrammi esclude in partenza chi gira in log o al rallentatore, che è esattamente il mestiere per cui Studio esiste.
Per chi va bene
A noi DaVinci Resolve sembra la scelta giusta per chi monta con una certa continuità, ha una macchina capace di sostenerlo e soprattutto consegna il lavoro a qualcuno che lo paga, perché è l’unico di questa categoria che su quel punto non ci mette condizioni. Chi invece deve montare un verticale in venti minuti su un telefono farebbe decisamente meglio a guardare CapCut, tenendo presente che lì la licenza gratuita si ferma all’uso personale, oppure Clipchamp, che esporta a 1080p senza filigrana e non chiede di imparare niente. A chi lavora su fotografie e non su fotogrammi indichiamo invece GIMP e Photopea, che in questa stessa categoria rispondono a una domanda diversa.
Le altre cinque schede della categoria del video e della grafica misurano il gratuito con lo stesso metro, e messe in fila ci dicono quanto sia raro il caso di Blackmagic. Accanto a questa conviene leggere Clipchamp, che è il confronto diretto per chi vuole solo esportare in fretta, e Canva, dove il limite non è la risoluzione ma proprio quello che del risultato si può fare.


