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Verificato il 28 ottobre 2026 · illimitato

ONLYOFFICE: la Community Edition è gratuita, ma è un server da installare

La pagina pubblica di ONLYOFFICE su onlyoffice.com, come si presentava il 28 ottobre 2026.

ONLYOFFICE compare in ogni elenco delle alternative gratuite a Microsoft Office, e quasi sempre con una riga sola che dice Community Edition gratuita. La riga è vera e non ci dice la cosa più importante, perché sotto quel nome il fornitore tiene tre prodotti che non si somigliano: un server da installare, un programma da mettere sul computer e un servizio in rete con un piano gratuito vero e proprio, ciascuno con confini suoi. Chi si iscrive in rete convinto di avere la Community Edition prende dunque qualcosa d’altro, e lo scopre quando lo spazio finisce. Conviene perciò che separiamo i tre casi prima di qualunque giudizio, e che cominciamo appunto dal primo, che è quello di cui tutti parlano e che quasi nessuno descrive.

Che cosa dà la Community Edition

La Community Edition è ONLYOFFICE Docs installato su una macchina propria, e il deposito ufficiale del fornitore, che abbiamo letto il 28 ottobre 2026, la dà per gratuita e distribuita con la GNU Affero General Public License, versione 3.0, con alcune condizioni aggiuntive che vanno riportate in ogni copia. Negli editor non vediamo differenze rispetto all’edizione a pagamento, e ci sono i commenti e le modalità di scrittura a più mani. Qui registriamo peraltro un cambiamento che conviene conoscere: fino alla versione 9.4 l’edizione aperta portava un tetto di venti connessioni contemporanee, e l’annuncio del fornitore del 19 maggio 2026 dichiara che a partire da quella versione il tetto è stato rimosso. Nella tabella delle edizioni il numero venti resta appunto come utenti raccomandati, che è una cosa diversa da un limite. Accanto al server ci sono le altre due strade: il programma per il computer, che il fornitore dichiara gratuito per uso personale e professionale su Windows, macOS e Linux, e in rete il piano Startup, con tre amministratori, dodici stanze e due gigabyte di spazio.

Dove finisce

Il primo confine non è un numero ed è il più caro: la Community Edition è gratuita perché il lavoro lo facciamo noi, nel senso che qualcuno deve installare quel server, aggiornarlo, metterlo in sicurezza e tenerlo in piedi. Nella tabella delle edizioni mancano infatti il pannello di amministrazione, il funzionamento a grappolo per gli impianti grandi e gli editor per il browser dei telefoni, mentre l’assistenza non è compresa e passa dal deposito pubblico o dal forum. Il secondo confine riguarda il programma per il computer, che è gratuito davvero e tuttavia da solo non collabora: per la scrittura a più mani in tempo reale va collegato a una piattaforma in rete o a un server compatibile, dunque si torna al punto di prima. Il terzo lo troviamo nel piano gratuito in rete, ed è una cifra piccola: due gigabyte di spazio e dodici stanze bastano a una valutazione e non a un archivio, e chi ci mette le pratiche di un anno li esaurisce. Teniamo presente infine che la licenza aperta porta condizioni aggiuntive da riportare, cosa che riguarda chi ridistribuisce.

Per chi va bene

ONLYOFFICE ci sembra adatto a due figure precise. La prima è lo studio o l’ufficio che ha già qualcuno capace di amministrare una macchina: lì la Community Edition dà una suite completa con la scrittura condivisa, i documenti restano in casa e il risparmio è reale. La seconda è chi vuole soltanto editor gratuiti sul proprio computer e tiene molto alla resa dei formati di Microsoft, perché su quel terreno il fornitore dichiara una compatibilità nativa. Chi non vuole amministrare niente farebbe decisamente meglio a guardare LibreOffice, che non chiede un server e non chiede un account, mentre chi deve lavorare sui PDF più che sui documenti trova in Stirling PDF lo stesso ragionamento applicato a quel mestiere. Diciamo dunque che il gratuito di ONLYOFFICE è serio e non è comodo, e che fra le due cose non ci pare esista una scorciatoia.

Le altre cinque schede della categoria dei PDF e dei documenti si misurano sullo stesso confine, e lette di seguito si spiegano meglio. Da questa conviene passare a LibreOffice, che è il confronto obbligato fra le suite e sceglie la strada opposta sull’amministrazione, e a Stirling PDF, dove pure il gratuito si paga in manutenzione e in utenti contati.

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