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Verificato il 28 ottobre 2026 · illimitato

LibreOffice: gratuito senza condizioni, e il limite è il formato di Word

La pagina pubblica di LibreOffice su libreoffice.org, come si presentava il 28 ottobre 2026.

In questa categoria ogni scheda finisce per rispondere alla domanda su dove si fermi il piano gratuito, e LibreOffice è quella in cui la domanda cade, perché un piano non c’è. Non ci sono account da aprire, pubblicità da guardare, filigrane da cancellare né funzioni che scompaiono dopo un mese, e la suite della Document Foundation si usa per lavoro esattamente come per una lettera privata. Il confine però esiste, e chi adotta LibreOffice lo incontra sempre nello stesso punto: non nella licenza, che non chiede niente, ma nei documenti che scambiamo con tutti gli altri, perché quei documenti sono fatti nei formati di Microsoft. È lì che conviene guardare, e certo non alla voce del prezzo.

Che cosa dà la licenza libera

Sul sito della Document Foundation, che abbiamo consultato il 28 ottobre 2026, la versione corrente è la 26.8 e comprende sei programmi: Writer per i testi, Calc per i fogli di calcolo, Impress per le presentazioni, Draw per i disegni e per i PDF, Base per le banche dati e Math per le formule. Il codice è distribuito con la Mozilla Public License, versione 2.0, e il fornitore dichiara un accesso senza restrizioni ai propri strumenti, a costo zero, mantenendo sulla pagina degli scaricamenti due percorsi distinti per l’uso personale e per quello aziendale. Per questa categoria la parte che ci interessa di più è l’esportazione in PDF, che nella guida ufficiale corrisponde a una voce di menu e produce un file in formato 1.4: nella stessa finestra troviamo le schede della sicurezza, dove si imposta la parola d’accesso e si decide che cosa sia permesso fare al documento, e quella delle firme digitali. Tutto questo non costa niente e non ha un conteggio dietro: nessuna operazione ci viene addebitata, nessuna attesa ci separa dalla successiva.

Dove finisce

Il limite di LibreOffice sta nella conversione, e la guida ufficiale lo dichiara con un’onestà che a noi pare raro trovare altrove. Le versioni recenti leggono e salvano i formati docx, xlsx e pptx, e tuttavia, si legge, alcune caratteristiche di impaginazione e alcuni attributi di formattazione dei documenti più complessi sono gestiti in modo diverso oppure non sono supportati, e i file convertiti richiedono una certa quantità di riformattazione a mano, in proporzione alla complessità dell’originale. L’elenco che segue, nella stessa pagina, è quello che dovremmo leggere prima di adottare la suite in uno studio: fra le voci di Word ci sono appunto le revisioni, gli indici, le tabelle e i testi su più colonne, i collegamenti e i segnalibri, gli oggetti incorporati e i campi dei moduli; fra quelle di Excel le tabelle pivot, la formattazione condizionale e alcune funzioni, con un esempio che vale più di una spiegazione, perché la stessa somma logica in Calc restituisce due e in Excel restituisce zero. Le macro in Visual Basic, peraltro, LibreOffice non le esegue: le carica perché si possano esaminare. Dei documenti protetti da parola d’accesso, infine, apre quelli cifrati con AES128 e non gli altri.

Per chi va bene

LibreOffice ci sembra la scelta migliore per chi scrive e conserva documenti propri, e per chiunque produca PDF in quantità senza voler dipendere da un servizio in rete: in quell’uso non incontriamo un solo limite, e la gestione della parola d’accesso e della firma in fase di esportazione vale da sola l’installazione. Chi invece passa le giornate a scambiare bozze con le revisioni attive, su documenti impaginati da altri, farebbe decisamente meglio a mettere alla prova prima ONLYOFFICE, che su quei formati dichiara una compatibilità nativa ed è gratuito anche sul computer. A chi serve soltanto un’operazione rapida su un PDF, del resto, indichiamo PDF24, che non chiede nemmeno di installare niente. Il nostro giudizio, in sostanza, è che qui la convenienza non sia in discussione e che la domanda vera riguardi il contesto: quanto spesso i nostri documenti devono tornare indietro a qualcuno che lavora con Word.

Le altre cinque schede della categoria dei PDF e dei documenti guardano tutte allo stesso confine, e lette di seguito si chiariscono a vicenda. Accanto a questa conviene leggere ONLYOFFICE, che è il confronto più diretto fra le suite complete, e WPS Office, che insegue la somiglianza con Microsoft fin nell’aspetto e si fa pagare in un altro modo.

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