Verificato il 28 ottobre 2026 · un dispositivo
NordPass: voci illimitate, ma una sessione attiva per volta

Qui il piano gratuito è la norma e non l’eccezione, e perciò non ci chiediamo se esista, ma dove sia nascosto il suo confine. Su NordPass il confine sta in una formula di cinque parole che quasi tutti leggono male, e che per noi fa la differenza fra un servizio usabile e un servizio inutile: un dispositivo per volta. Non è la stessa cosa di un dispositivo, e la distinzione non è un cavillo, perché cambia completamente il giudizio sul piano gratuito di questo servizio del gruppo Nord Security. Prima di arrivarci, tuttavia, guardiamo che cosa il gratuito ci dà davvero, perché su quel versante è generoso in un modo che nella categoria non è affatto comune.
Che cosa dà il piano gratuito
Sulla pagina del gestore di password di NordPass, letta il 28 ottobre 2026, troviamo la frase che conta sull’archivio: il piano gratuito «non pone alcun limite al numero di password, passkey o informazioni personali» che si conservano. Nella tabella della stessa pagina il gratuito è descritto come «solo le funzioni essenziali» e vale per un account utente. Nell’articolo di assistenza che mette a confronto le due versioni leggiamo poi la precisazione decisiva, e cioè che sia gli utenti gratuiti sia quelli a pagamento possono scaricare e installare l’applicazione e l’estensione «su quanti dispositivi vogliono». Le funzioni che la tabella segna come escluse sono quattro, e sono tutte di controllo, cioè di quelle che non custodiscono niente ma ci avvisano: lo stato di salute delle password, lo scanner delle violazioni di dati, l’autenticatore interno e gli allegati ai file. La riga «accesso su più dispositivi», infine, risulta non compresa, e proprio lì sta il punto da spiegare.
Dove finisce
L’articolo di assistenza del fornitore lo dice in una riga sola: la versione gratuita «permette agli utenti di avere una sola sessione attiva su un solo dispositivo». Teniamo ferme allora le due cose, perché in giro vengono confuse di continuo. L’installazione non è limitata, e dunque telefono, portatile e browser possono avere tutti NordPass; limitata è la contemporaneità, cioè il numero di sessioni che restano collegate nello stesso momento. Aprendo la cassaforte sul telefono si viene scollegati dal portatile, e per rientrare servono di nuovo la password principale e la verifica. La versione a pagamento, dice lo stesso articolo, consente di restare collegati su dispositivi illimitati simultaneamente. L’effetto pratico lo misuriamo sull’uso reale, non sulla tabella: chi al computer legge una password e la digita sul telefono paga ogni volta un giro di scollegamento e di rientro, mentre chi vive su una macchina sola non si accorge di nulla e, in genere, nemmeno sa di avere un limite. Comunque sia, è un limite sull’abitudine e non sull’archivio, ed è per questo che sfugge a chi confronta le colonne dei prezzi.
Per chi va bene
A noi NordPass gratuito sembra adatto a chi ha un centro di gravità preciso, un computer di lavoro oppure un telefono, e usa l’altro dispositivo per eccezione: in quel caso le voci illimitate sono un regalo e la sessione unica, peraltro, non si sente mai. Chi invece passa dal portatile al telefono venti volte al giorno farebbe decisamente meglio a guardare Bitwarden, che non conta né le voci né i dispositivi, oppure Zoho Vault, che dichiara dispositivi illimitati nel proprio piano gratuito. Un confronto, del resto, chiarisce la differenza meglio di qualunque spiegazione: LastPass un piano gratuito lo tiene aperto, però lo limita a un solo tipo di dispositivo, e sulla propria pagina precisa che i tipi sono due, i computer da una parte e telefoni, tablet e orologi dall’altra. Di LastPass, comunque, non ci sembra onesto parlare senza ricordare che fra l’agosto e il dicembre del 2022 l’azienda ha dichiarato prima il furto di codice sorgente e poi che l’aggressore era riuscito a copiare un backup delle casseforti dei clienti, con i campi cifrati ma anche con campi in chiaro, fra cui gli indirizzi dei siti salvati. Il nostro giudizio, dunque, è che non si tratti di un piano gratuito mutilato ma di un piano gratuito costruito su un presupposto preciso, e chi quel presupposto non lo rispetta lo sentirà ogni giorno che apre la cassaforte.
Nella categoria dei gestori di password di questo sito le altre cinque schede sono misurate con lo stesso metro, e del resto un limite si capisce solo accanto a quelli degli altri. Accanto a questa conviene leggere Bitwarden, che è il termine di confronto quando nulla si conta, e RoboForm, dove il dispositivo singolo è davvero singolo. Su tutte ci siamo posti la stessa domanda: dove si ferma, il piano gratuito.


